Pentàgora (38)

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    La Grande Carestia in Irlanda (1845-1851)

    An gorta mór (‘La grande carestia’, in irlandese) racconta la tragedia, ancora poco nota in Italia, dei contadini irlandesi – si dice, un milione – morti per fame e malattia tra il 1845 e il 1851, dopo che il raccolto di patate, la loro principale fonte di nutrimento, andò distrutto in tutta l’isola in seguito all’arrivo e alla diffusione della peronospora.


    An gorta mór di: Luca Maestri  10,00

    La Grande Carestia in Irlanda (1845-1851)

    An gorta mór (‘La grande carestia’, in irlandese) racconta la tragedia, ancora poco nota in Italia, dei contadini irlandesi morti per fame e malattia tra il 1845 e il 1851, dopo che il raccolto di patate, la loro principale fonte di nutrimento, andò distrutto in tutta l’isola in seguito all’arrivo e alla diffusione della peronospora.

    Mentre fame e malattia mietevano un numero incalcolato di vittime ma si parla di un milione di persone, un ottavo della popolazione irlandese, e di altrettante costrette a emigrare , continuava ininterrotta l’esportazione di alimenti dall’Irlanda verso la Gran Bretagna, in un clima di sostanziale disinteresse, se non di fastidio, del governo britannico verso una catastrofe umanitaria senza precedenti. Questi e altri elementi hanno portato alcuni studiosi a supporre che quel che comunemente è stato letto come il tragico effetto di una carestia in realtà dovrebbe essere considerato uno sterminio; e qualcuno, spingendosi più in là, ha parlato di genocidio: forse il primo nell’età contemporanea

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    Con 101 ricette vegetariane

    Le spezie colorano la cucina; la fanno più ricca, varia e gustosa; rendono la vita più fragrante.
    32 spezie (le più importanti e quelle meno conosciute), 11 miscele, 101 ricette: questi i numeri dell’atlante, nel quale di ciascuna spezia è dichiarata la provenienza, tracciata la storia, segnalate le modalità di uso in cucina e, talvolta, anche nella farmacopea popolare.
    Nel corso di un’esperienza pluridecennale con le spezie, l’Autrice ha selezionato 101 ricette, tutte personalmente cucinate e degustate.


    Atlante delle spezie di: Daniela Annetta  10,00

    Con 101 ricette vegetariane

    Le spezie colorano la cucina; la fanno più ricca, varia e gustosa; rendono la vita più fragrante.
    32 spezie (le principali e quelle meno conosciute), 11 miscele, 101 ricette: questi i numeri dell’atlante, nel quale di ciascuna spezia è dichiarata la provenienza, tracciata la storia, segnalate le modalità  i uso in cucina e, talvolta, anche nella farmacopea popolare.
    Tutte le ricette, selezionate nel corso di un’esperienza pluridecennale con le spezie, sono state personalmente cucinate e degustate dall’Autrice.

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    Opera vincitrice del premio Internazionale Letterario ‘Salviamo la Montagna’ – IV ed., 2015 – con l’estratto inedito Passa la mano.

    Saga di donne e povera gente tra le Alpi e il Cielo

    Saga di donne, di povera gente, ambientata in un valle alpina, nella quale chi abbia vissuto sui monti facilmente potrà riconoscere un po’ della propria terra e il suo volto duro, scolpito sulla macina della vita con ostinazione e fatica.

    Alcune storie narrate in questo libro sono germogliate dalle testimonianze raccolte, alcune dalla fantasia; ma tutti gli episodi e i dialoghi nascono da una commossa simpatia per le donne, in particolare le capraie, che ho conosciuto e hanno voluto condividere pensieri e ricordi della loro vita tra le montagne.


    Chiara cantante e altre capraie di: Doris Femminis  12,00

    Opera vincitrice del premio Internazionale Letterario ‘Salviamo la Montagna’ – IV ed., 2015 – con l’estratto inedito Passa la mano.

    Saga di donne e povera gente tra le Alpi e il Cielo

    Saga di donne, di gente semplice, ambientata in un valle alpina, nella quale chi abbia vissuto sui monti facilmente potrà riconoscere un po’ della propria terra e il suo volto duro, scolpito sulla macina  della vita con fatica e ostinazione.

    … stradine di ciottoli serpeggiavano tra stalle, pollai e porcili, e un miscuglio di cipolla, dolce della polenta e piscio di vacche alitava dagli spifferi. Il fumo copriva il villaggio nel suo stesso respiro, le nebbie distillavano grigiore, umido nei vestiti e freddo nei letti.
    La notte copriva il pianto segreto per i figli perduti di madri impegnate a cullare i nuovi arrivati e quello malinconico di donne sole, abbandonate da fratelli e fidanzati salpati per l’America…

    Nel 2015, il romanzo di  è stato finalista e vincitore in tre premi letterari nazionali.

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    Il declino dell’agricoltura familiare raccontato da John Steinbeck e Dorothea

    Nel corso degli anni Trenta, milioni di contadini, a ovest come a est, sono costretti a lasciare per sempre la propria terra per andare incontro a un destino di sofferenza e miseria negli Stati Uniti, di dolore e morte in Unione Sovietica. Una clamorosa inchiesta giornalistica di John Steinbeck e il crudo realismo delle immagini di Dorothea Lange ci accompagnano in un viaggio lungo le grandi arterie stradali americane, dove i contadini, trasformati in migranti, sciamano in direzione della California, carichi di speranze che ben presto si riveleranno illusorie…


    Contadini sulla strada di: Fabrizio Bottari  12,00

    Il declino dell’agricoltura familiare raccontato da John Steinbeck e Dorothea

    Su quali basi poggia la moderna agricoltura industriale?
    Proviamo a spiegarlo con l’aiuto di John Steinbeck, di cui pubblichiamo una serie di articoli inediti scritti tra il 1936 e il 1938 per due quotidiani americani, nei quali si denuncia la drammatica situazione di migliaia di famiglie di coloni giunti in California dagli stati del Midwest in cerca di terra e lavoro. Le fotografie di Dorothea Lange danno vita alle parole di Steinbeck, riempiendo le pagine di questo libro con i volti di uomini e donne trasformati da contadini in braccianti sottopagati, e soprattutto con i volti dei loro bambini. Sempre in quegli anni la follia comunista sta compiendo in Ucraina il più grande sterminio di contadini che la storia conosca, quasi un presagio per quello che di lì a poco sarebbe accaduto nell’intero continente europeo. Poi, dopo la guerra, le stragi e l’emigrazione, l’abbandono, e cosa resta oggi è sotto gli occhi di tutti.. Ci può essere dunque ancora un futuro per l’agricoltura familiare?

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    Malocchio e guaritori tradizionali

    Tra tutte le superstizioni il malocchio, nelle sue diverse sfaccettature dal fascino alla iettatura, è la credenza tuttora più radicata, forse perché ispirata da un sentimento inconsciamente presente in ogni uomo: l’invidia. Come riconoscere lo iettatore, come si trasmette il malocchio, quali sono i soggetti più colpiti, come ci si protegge? Il libro esplora questo lato oscuro della mente umana, alimentato dalla cultura del sospetto, dà voce a chi ha vissuto questa angoscia, spiega il ricorso a talismani, amuleti, brevi, oggetti e gesti di scaramanzia.


    Domanda al vento che passa di: Paolo Giardelli  14,00

    Malocchio e guaritori tradizionali

    L’occhio secco, il capro espiatorio, il malocchio esiste, il principe iettatore, il paese che non si dice, case e oggetti maledetti, l’identikit dello iettatore, ilifascino, come riconoscere lo iettatore e da chi guardarsi, l’invidia, Dio ti benedica, il corallo, il potere dello sguardo e la cultura del sospetto, come si trasmette il malocchio, ambulanti vagabondi e untori, una profezia auto avverantesi, i soggetti più colpiti, come si cura, il fascino, i guaritori, il prete esorcista e guaritore, i settimini e i colpiti da disgrazia, domanda al vento che passa, l’uomo di Glori, Caterina: storia di una donna speciale, Angelamaria e i filtri d’amore

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    Il conflitto fra modernità e intolleranza, tra fanatismo e progresso, tra centralismo e localismo, nella Spagna ottocentesca, attraverso la scrittura raffinata di un maestro del realismo: tra pittura d’ambiente e rappresentazione simbolica, una lettura attenta di fenomeni ricorrenti nella storia europea, sullo sfondo di una intensa e disperata passione amorosa.


    Donna Perfecta di: Benito Pérez Galdós  14,00

    Il conflitto fra modernità e intolleranza, tra fanatismo e progresso, tra centralismo e localismo nella Spagna ottocentesca, attraverso la scrittura raffinata di un maestro del realismo: tra pittura d’ambiente e rappresentazione simbolica, una lettura attenta di fenomeni ricorrenti nella storia europea, sullo sfondo di una intensa e disperata passione amorosa.

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    Diario di terra

    Sulle colline una donna ricerca nella terra il suo humus perduto, la sua umanità, la sua rivolta. Nel suo diario ritrae la meraviglia per il lavorio delle stagioni. Diventa contadina. Ma l’elegia si distorce in invettiva, l’incanto in disincanto. Della cultura contadina non restano che macerie e la campagna è stata trasformata in una fabbrica a cielo aperto. Dal suo esilio si accorge che tutto, anche il suo ‘Ritorno alla terra’ è avvolto nella Rete del Grande Pescatore. La comunità è dispersa e lei si sente condannata a una solitudine irreparabile.


    Humus di: Bianca Bonavita  10,00

    Diario di terra

    Scrivo dalla terra che mi lavora, che rivolta la mia anima ogni giorno di più. Scrivo di quei pochi centimetri di terra che sono il mio humus, la mia umanità, la mia casa, il mio rifugio, il mio esilio, la  mia diserzione.

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    I teneri, i duri, i farri, le varietà locali e quelle selezionate

    Il tenero, il duro, il turanico, i farri, le varietà locali e quelle ‘migliorate’ per selezione massale, incrocio e mutagenesi indotta.

    Il libro introduce alla conoscenza dei frumenti, attraverso l’osservazione delle loro caratteristiche di forma e delle fasi colturali che ne accompagnano lo sviluppo. Contiene l’elenco e la descrizione sommaria di oltre 400 nomi (e sinonimi) di varietà di grano tenero e duro coltivate in Italia tra la fine del XIX secolo e la metà del XX.


    I frumenti di: Oriana Porfiri  12,00

    I teneri, i duri, i farri, le varietà locali e quelle selezionate

    Il tenero, il duro, il turanico, i farri, le varietà locali e quelle ‘migliorate’ per selezione massale, incrocio e mutagenesi indotta. Il libro introduce alla conoscenza dei frumenti, attraverso l’osservazione delle loro caratteristiche di forma e delle fasi colturali che ne accompagnano lo sviluppo. Contiene l’elenco e la descrizione sommaria di oltre 400 nomi (e sinonimi) di varietà di grano tenero e duro coltivate in Italia tra la fine  del XIX secolo e la metà del XX.

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    Mele e pere della cultura contadina

    Le piante da frutto guardate come sanno guardarle e riconoscerle i contadini, raccontate con le loro parole, lontano dalle astrazioni e dalle classificazioni di chi le studia ma non vive con loro: questo è il cuore del libro che Federica Riva restituisce dopo una lunga ricerca curata sull’Appennino dove, tra la gente, solidale e partecipe vive e lavora da anni. Qui sta bene ed è rispettoso parlare di ‘antropologia sul campo’, in tutti i sensi.


    I frutti della memoria di: Federica Riva  10,00

    Mele e pere della cultura contadina

    Le piante da frutto guardate come sanno guardarle e riconoscerle i contadini, raccontate con le loro parole, lontano dalle astrazioni e dalle classificazioni di chi le studia ma non vive con loro: questo è il cuore del libro che Federica Riva restituisce dopo una lunga ricerca curata sull’Appennino dove, tra la gente, solidale e partecipe vive e lavora da anni. Qui sta bene ed è rispettoso parlare di ‘antropologia sul campo’, in tutti i  sensi.

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    Il manuale di arte sacra dei monaci del Monte Athos

    La guida del monaco athonita Dionisio da Furnà è uno dei più antichi testi rimasti dedicati alle tecniche dell’iconografia bizantina e postbizantina. Compilata nel primo trentennio del XVIII secolo, ebbe una elevata diffusione in forma manoscritta tra gli iconografi del Monte Athos, e solo nel 1845 fu per la prima volta pubblicata (in Francese), benché in un’edizione influenzata dalle aggiunte di un noto falsario, Costantino Simonidis, qui emendata e restituita nella traduzione di Giovanna Donato Grasso.


    Il canone dell’icona di: Dionisio da Furnà  14,00

    Il manuale di arte sacra dei monaci del Monte Athos

    La tecnica dell’icona, la rappresentazione iconica dei miracoli dell’Antico e del Nuovo Testamento, delle feste e della passione di Cristo, dei fatti avvenuti dopo la risurrezione, delle parabole, dell’Apocalisse di Giovanni il Teologo, delle feste della Madre di Dio, dei martiri del calendario e molto altro ancora, in uno dei più antichi manuali (XVIII secolo) dell’arte sacra bizantina e tardobizantina.

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    … con tanto sole e poca acqua

    Il libro illustra in modo puntuale e con un linguaggio semplice tutto ciò che c’è da sapere – dalla progettazione alle pratiche ecocompatibili – per diventare giardinieri coscienti e soddisfatti nelle regioni con tanto sole, poca acqua e inverni miti. Rivolto a chi dispone di un giardino o solo di un balcone, ma anche a chi a tutto antepone il desiderio di coltivare l’orto o il frutteto, il libro propone in apertura di ogni capitolo la storia di una grande giardino in clima mediterraneo.


    Il giardino mediterraneo di: Mimma Pallavicini  14,00

    … con tanto sole e poca acqua

    Il giardinaggio mediterraneo piace e rappresenta bene uno stile italiano originale: se è anche rispettoso della natura e delle risorse, può guardare al futuro con prospettive di bellezza e nessun impatto ambientale  negativo.
    Questo libro è dedicato al patrimonio vegetale dell’Italia mediterranea e a coloro che, praticando il giardinaggio con sensibilità per l’ambiente, ne diventano custodi.

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    Bassa Lodigiana, metà Ottocento: una pianura percorsa da fiumi e pastori, irrigidita nella fatica e nel pregiudizio, sconvolta nel profondo dalla tenerezza e dal crimine. Il pane degli angeli è il racconto breve e intenso di un amore, di una scelta, della ricerca di sé e di un’emarginazione.


    Il pane degli angeli di: Cristina Meneguzzo  10,00

    Amare, generare, far nascere, crescere e morire. Pochi fatti, di un peso enorme, e poche parole, pronunciate a turno, sempre in prima persona, dai rappresentanti di una piccola comunità, che annodano silenzi e rivelazioni. Il racconto accoglie come lievito le loro voci ed è dedicato alla meraviglia delle parole, alla loro potenza e dignità, sparizione e conquista.

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    VINCITORE DEL PREMIO NAZIONALE PER TRADUZIONI DA LINGUE SLAVE POLSKI KOT – III edizione, 2017

    Straordinario affresco del mondo rurale, scritto attraverso le parole quotidiane e le forme espressive del dialetto: lingua quotidiana, da giocolieri, senza limiti, sfrenata, incontenibile, dove il significato delle parole spesso nasce dal loro suono e le parole hanno una forma quasi materiale, quasi fisica. Difficile da riassumere in un solo genere, questo è un libro di narrativa, ma anche di linguistica, antropologia, psicologia del profondo, soprattutto di memoria, ed è un tributo empatico e vissuto al mondo contadino.

    che emerge a sorpresa, che determina una coloritura particolare e, soprattutto, è all’origine della musicalità unica del nostro lessico quotidiano.

    Siamo parlati da una lingua segreta da cui ereditiamo il carattere, che dà forma al nostro essere al mondo, che è sostanza dei nostri sogni.


    Il principe giallo di: Vasyl’ Barka  14,00

    VINCITORE DEL PREMIO NAZIONALE PER TRADUZIONI DA LINGUE SLAVE POLSKI KOT – III edizione, 2017

    E io vidi un cavallo giallastro. Colui che lo cavalcava si chiamava Morte; e gli veniva dietro l’Inferno. Fu dato loro potere sopra la quarta parte della terra per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e con le fiere della terra. (Ap. 6,8)

    Simile al quarto cavaliere dell’Apocalisse, una legione di fanatici, burocrati e guardie, agli inizi degli anni 1930, condannava alla morte per fame un innumerevole numero – dicono almeno due milioni – di contadini ucraini che non si erano piegati alla collettivizzazione forzata.
    È un capitolo della secolare guerra ai contadini – che sotto molte forme non è mai terminata – poco noto in Italia: Vasyl’  lo racconta in questo romanzo, attraverso la storia di una famiglia.

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    Opera vincitrice del Premio Nazionale Letterario ‘Parole di Terra’, II ed., 2015.

    Il paese dei contadini – raccontato attraverso la lingua dell’origine

    Straordinario affresco del mondo rurale, scritto attraverso le parole quotidiane e le forme espressive del dialetto: lingua quotidiana, da giocolieri, senza limiti, sfrenata, incontenibile, dove il significato delle parole spesso nasce dal loro suono e le parole hanno una forma quasi materiale, quasi fisica. Difficile da riassumere in un solo genere, questo è un libro di narrativa, ma anche di linguistica, antropologia, psicologia del profondo, soprattutto di memoria, ed è un tributo empatico e vissuto al mondo contadino.

    che emerge a sorpresa, che determina una coloritura particolare e, soprattutto, è all’origine della musicalità unica del nostro lessico quotidiano.

    Siamo parlati da una lingua segreta da cui ereditiamo il carattere, che dà forma al nostro essere al mondo, che è sostanza dei nostri sogni.


    Il vanto e la gallanza di: Giuseppina Pieragostini  12,00

    Opera vincitrice del Premio Nazionale Letterario ‘Parole di Terra’, II ed., 2015.

    Il paese dei contadini – raccontato attraverso la lingua dell’origine

    Ogni contadino, di quelli coscienziosi, a chi gli dicesse che erano belli i tempi antichi gli potrebbe anche dare una bella zappata sulla testa come alle tope che gli hanno fatto le tane per tutto l’orto, e farebbe bene. Infatti, se dichiarasse tutta la verità, direbbe….

    Straordinario affresco del mondo rurale, rappresentato attraverso le forme espressive del dialetto, lingua quotidiana e concreta dal ritmo sfrenato adatta a giocolieri della parola con i piedi ben piantati nella terra. Difficile da riassumere in un solo genere, questo è un libro di narrativa, ma anche di linguistica, antropologia, psicologia del profondo, soprattutto, è un tributo all’anima del mondo contadino.

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    Alle origini di un popolo negato

    La storia di Kawa, mto di fondazione del popolo Kurdo, racconta del malvagio re Zohak, il primo tiranno, che mentì sul mondo per ridurlo alla sua volontà e ogni giorno nutriva i serpenti che allignavano sulle sue spalle col cervello di due giovani, e del fabbro Kawa, al quale Zohak aveva ucciso tredici figli, che guidò la rivolta contro il tiranno. Il libro è la trascrizione letteraria del mito finora tramandato solo a voce tra i Kurdi, generazione dopo generazione, da un tempo che precede l’orizzonte della memoria collettiva.


    Kawa il kurdo di: Sandrine Alexie  15,00

    Alle origini di un popolo negato

    La storia di Kawa, mito di fondazione del popolo kurdo, è affermazione forte della sua esistenza quale nazione, benché priva di uno stato. Racconta del malvagio re Zohak, il primo tiranno, che mentì sul mondo per ridurlo alla sua volontà e ogni giorno nutriva i due serpenti che allignavano sulle sue spalle col cervello di due giovani, e del fabbro Kawa, al quale Zohak aveva ucciso 13 figli, che guidò la rivolta contro il tiranno. Il libro è la trascrizione letteraria del mito finora tramandato solo a voce tra i Kurdi, generazione dopo generazione, da un tempo che precede l’orizzonte della memoria collettiva.

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    Famiglie e comunanze in un villaggio rurale di antico regime

    Nel segreto di una lapide di epoca “longobarda” affiorano i desideri, le alleanze e le tensioni che animano la vita di una comunità rurale nel corso del XVIII secolo. Il libro racconta un processo di invenzione della tradizione, mostra uno spaccato inedito sulla forma interna delle parentele e la loro ripartizione in segmenti, parla di scritture domestiche, soprannomi collettivi, politiche del prestigio e strategie familiari per l’accesso alle risorse comuni. Nella storia intima di una valle raccontata in un saggio di antropologia storica, un modello innovativo per rileggere la storia locale.


    L’enigma Garibaldo di: Massimo Angelini  14,00

    Famiglie e comunanze in un villaggio rurale di antico regime

    Che ne è stato del giovane re Garibaldi, fuggito da Pavia nel VII secolo? E cosa c’entra con la val Graveglia (fino a due secoli fa chiamata val Garibaldo) e con la famiglia Garibaldi. Un giallo storico legato a una misteriosa quanto improbabile lapide ancora oggi conservata in una piccola chiesa dell’entroterra ligure, apre un inedito spiraglio sui meccanismi che nei secoli di antico regime regolavano le tensioni e la competizione in una comunità locale.

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    Curioso, distaccato, gentiluomo di poche parole, profondamente cittadino nel modo di vedere le cose, Auguste Maillot lavora in un commissariato di provincia, ai piedi di una vallata alpina, dove incontra casi che ci parlano della vita di paese, di mentalità e comportamenti radicati nella montagna e fuori dal tempo: casi che si aprono davanti ai suoi occhi di spettatore perplesso e si risolvono… quasi da sé.


    L’ispettore Maillot di: Gianpaolo Castellano  12,00

    Curioso, distaccato, gentiluomo di poche parole, profondamente cittadino nel modo di vedere le cose, Auguste Maillot lavora in un commissariato di provincia, ai piedi di una vallata alpina, dove incontra casi che ci parlano della vita di paese, di mentalità e comportamenti radicati nella montagna e fuori dal tempo: casi che si aprono davanti ai suoi occhi di spettatore perplesso e si risolvono… quasi da sé.

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    I centri di diffusione della diversità agricola

    Prima traduzione italiana del capolavoro di uno dei giganti della genetica agraria del Novecento, il primo a riconoscere i centri di origine delle piante coltivate e a capire che la conservazione della diversità è essenziale per lo sviluppo dell’agricoltura e la sopravvivenza dell’umanità.

    Nelle ricerche di Nikolaj Vavilov trovano fondamento gli attuali studi sulla genetica delle popolazioni e sulla biodiversità agraria.


    L’origine delle piante coltivate di: Nikolaj Vavilov  14,00

    I centri di diffusione della diversità agricola

    Prima traduzione italiana del capolavoro di uno dei giganti nel mondo della genetica agraria del Novecento, il primo a riconoscere i centri di origine delle piante coltivate, e a capire che la conservazione della  diversità è essenziale per lo sviluppo dell’agricoltura e la sopravvivenza dell’umanità.
    Nelle ricerche di Nikolaj Vavilov trovano fondamento gli attuali studi sulla genetica delle popolazioni e sulla biodiversità agraria.

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    Storie di Gorgusello fra contadini di montagna

    Dalla Lessinia, regione delle Prealpi veronesi, terra di gente di montagna, arrivano otto racconti che, se ne penetri il cuore, non ti sarà facile dimenticare. I protagonisti sono persone semplici, di paese, e così credibili da fare pensare a fatti di cronaca. I racconti di Otto Wörgl, scritti nel ritmo della prosa lunga (un po’ finto erudita, un po’ finto ingenua, sempre sorridente) si rivelano come piccoli saggi di antropologia della mentalità contadina, dove trovano forma e voce modi di vedere il mondo e ragionamenti che l’autore (che tra la gente di montagna ci vive) conosce bene e bene sa raccontare.


    L’ultimo ceppo di: Otto Wörgl  12,00

    Storie di Gorgusello fra contadini di montagna

    Dalla Lessinia, regione delle Prealpi veronesi, terra di gente di montagna, arrivano otto racconti che, se ne penetri il cuore, non ti sarà facile dimenticare. I protagonisti sono persone semplici, di paese, e così credibili da fare pensare a fatti di cronaca. È narrativa vivace e piacevole, ma, a un livello più profondo, i racconti di Otto Wörgl, scritti nel ritmo della prosa lunga (un po’ finto erudita, un po’ finto ingenua, sempre sorridente) si rivelano come piccoli saggi di antropologia della mentalità contadina, dove trovano forma e voce modi di vedere il mondo e ragionamenti che l’Autore (che tra la gente di montagna ci vive) conosce bene e bene sa raccontare.

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    Viaggio nel profondo dell’anima popolare

    In una società della penuria e analfabeta – secondo Lisi – gli oggetti sono luoghi di associazioni mentali, letteralmente coperti di pensieri: quei luoghi dove più le associazioni si concentrano più assumono valore emblematico e diventano le punte emergenti di una cultura che ora è sommersa.
    ‘La chiave e il suo anello’ racconta le rielaborazioni e i cambiamenti di queste sommità nel passaggio alla società tecnologica.


    La chiave e il suo anello di: Giuseppe Lisi  10,00

    Viaggio nel profondo dell’anima popolare

    I ferri e le ‘sferre’, il fiocco, la chiave e il suo anello, il cerchio e la spirale, attraverso il linguaggio dell’analogia, ci parlano di un modo di conoscere e pensare il mondo comune dell’anima popolare, radicato nel  tempo delle generazioni e oggi quasi incomprensibile allo sguardo contemporaneo. Con questi testi, Giuseppe Lisi porta a compimento una riflessione sul mondo contadino e popolare e sulle analogie che ne  intessono la cultura iniziata oltre quarant’anni fa.

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    Tecniche di coltivazione, conservazione, rigenerazione

    Un manuale pratico che riunisce gli studi di G. Catoni sulla pataticoltura pubblicati tra il 1936 e il 1941, per molti aspetti ancora oggi insuperati, scritti in forma rigorosa e divulgativa sulle migliori tecniche che ciascun agricoltore può adottare non solo per la coltura delle patate, ma anche per affrontare i problemi legati alla loro degenerazione, attraverso procedure semplici di pregermogliazione, conservazione, selezione e moltiplicazione.


    La coltura delle patate di: Giulio Catoni  12,00

    Tecniche di coltivazione, conservazione, rigenerazione

    Un manuale pratico che riunisce gli studi di G. Catoni sulla pataticoltura pubblicati tra il 1936 e il 1941, per molti aspetti ancora oggi insuperati, scritti in forma rigorosa e divulgativa sulle migliori tecniche che  ciascun agricoltore può adottare non solo per la coltura delle patate, ma anche per affrontare i problemi legati alla loro degenerazione, attraverso procedure semplici di pregermogliazione, conservazione, selezione e  moltiplicazione.

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    opera vincitrice del premio letterario ‘Parole di Terra’ – I ed. 2014

    Un vecchio e un giovane, uomini di paese, di poche parole, cacciatori appassionati, esperti cercatori di funghi, e un borgo abbandonato, con le sue pietre, gli abitanti che se ne sono andati e le storie prossime a essere dimenticate.
    Dall’amicizia di Vittorio e Lorenzo nasce il sogno di fare rinascere il borgo.

     


    La luce su in paese di: Renato Bergonzi  10,00

    Opera vincitrice del premio letterario ‘Parole di Terra’ – I ed. 2014

    Un vecchio e un giovane, uomini di paese, di poche parole, cacciatori appassionati, esperti cercatori di funghi, e un borgo abbandonato, con le sue pietre, gli abitanti che se ne sono andati e le  storie prossime a essere dimenticate.
    Dall’amicizia di Vittorio e Lorenzo nasce il sogno di fare rinascere il borgo.

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    L’influenza della luna nei lavori di terra, bosco e cantina

    I giorni più adatti, durante il mese lunare, per concimare, seminare, lavorare i campi, raccogliere i frutti, mettere a fermentare i mosti, innestare, potare, tagliare la legna, allevare i bachi da seta, per fare schiudere le uova dei pulcini, somministrare il verderame, tagliare le erbe da foraggio…

    Con i segreti della luna di agosto, quelli della buona vinificazione e, in appendice, il metodo per calcolare con la chiave dell’epatta l’età della luna.


    La luna e l’agricoltura di: Giuseppe Lari  10,00

    L’influenza della luna nei lavori di terra, bosco e cantina

    I giorni più adatti, durante il mese lunare, per concimare, seminare, lavorare i campi, raccogliere i frutti, mettere a fermentare i mosti, innestare, potare, tagliare la legna, allevare i bachi da seta, per fare schiudere le uova dei pulcini, somministrare il verderame, tagliare le erbe da foraggio…
    Con i segreti della luna di agosto, quelli della buona vinificazione e, in appendice, il metodo per calcolare con la chiave dell’epatta l’età della luna.

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    Un agosto torrido, quello del 1938. Nulla di strano che nel piccolo borgo ligure di Sant’Agatina un bambino vada a pescar granchi, cada e si sfracelli sugli scogli. Quando però anche il fratellino muore, al maresciallo Curto viene qualche sospetto, che diviene certezza al terzo incidente: qualcuno – o qualcosa – sta tessendo una ragnatela di morte. Mentre in lontananza riecheggiano i discorsi infocati del Duce e nei bar si discute di Bartali e Girardengo, le indagini si impigliano in una rete di silenzi, vecchi segreti e brandelli inascoltati di storia, in un romanzo corale che rispecchia l’Italia che fummo.


    La morte è una pietra di: Paola Pettinotti  14,00

    Un agosto torrido, quello del 1938. Nulla di strano che nel piccolo borgo ligure di Sant’Agatina un bambino vada a pescar granchi, cada e si sfracelli sugli scogli. Quando però anche il fratellino muore, al maresciallo Curto viene qualche sospetto. Che diviene certezza al terzo incidente: qualcuno – o qualcosa – sta tessendo una ragnatela di morte. Mentre in lontananza riecheggiano i discorsi infocati del Duce e nei bar si discute di Bartali e Girardengo, le indagini si impigliano in una rete di silenzi, vecchi segreti e brandelli inascoltati di storia, in un romanzo corale che rispecchia l’Italia che fummo.