Blog

FRESCHI DI STAMPA!

MARE MURO

di Mauro Armanino

Il Mediterraneo sguardato dalla parte di chi parte e non sempre arriva

53 sguardi e altrettante riflessioni sul mondo dei migranti, inviate da Niamey (Niger) tra il 2012 e il 2017 da Mauro Armanino, prete, missionario e testimone. Armanino non parla di numeri, non si ferma agli aggettivi (profughi, sfollati, richiedenti asilo, e ancora dieci altre targhette di gran moda), ma li chiama ciascuna e ciascuno per nome, ci racconta che hanno un volto e nel bagaglio una storia, che non vengono dall’absurdistan, ma da un luogo che anch’esso ha un nome, dove hanno lavorato o studiato, dove hanno lasciato una famiglia, una comunità di persone che hanno un nome, e poi – nome dopo nome – ci racconta di chi nel viaggio ha assaggiato l’antipasto dell’inferno e di chi non è arrivato né tornato, e ancora racconta di governi collusi, di organizzazioni compiacenti, di potenze della finanza e della politica che prosciugano le ricchezze del centro del mondo e le convogliano nella nostra periferia. Con lingua schietta, nello stesso tempo poetica e viscerale, senza sconti alla verità né alle responsabilità, questo libro parla di noi.

I protagonisti di questo libro sono portatori sani di una malattia chiamata vita, quelli che ogni giorno dal centro del mondo provano a raggiungere la nostra periferia residenziale; indossano un nome, una storia, una speranza o forse un’illusione; qualcuno riesce a raggiungere le spiagge della periferia, altri affondano in quella caporetto della nostra civiltà che ha nome Mediterraneo, la più grande fossa comune del nostro tempo. Ma per la televisione che ce ne parla, i giornali e il Ministero degli interni, e per i luoghi da scaramuccia – nel Parlamento europeo come su Facebook – sono solo numeri da contare, pedine da sopportare, unità da statistica, ingombri, cascame umano, corpi senza volto, ombre che vengono da un altrove indefinito, pretesti per la schermaglia tra chi ama pensarsi evoluto e tollerante e chi lascia uscire il bitume che ha nel cuore, ma anche pretesti per agire la speculazione e il riciclaggio. 

CON LE MANI NEL COTONE

di Giada Campus

La brutalità senza tempo della violenza domestica, in un romanzo crudo e tagliente come la lingua della sua protagonista: una donna sarda, giunta nel Continente e segregata in un girone coniugale dal quale potrà sperare di affrancarsi solo attraverso l’accesso al lavoro in fabbrica.

La protagonista oscilla tra mondi antitetici, come il paese dove è nata e quello dove ora vive, la casa claustrofobica e la fabbrica densa di relazioni sociali, la brutalità di un matrimonio riparatore, forzato e la leggerezza dell’amicizia.

ULTIME NOVITÀ Pentàgora

Le Collane Pentàgora

Altrove
Antropologia
Collezione 1820-1959
Giallo Apparente
Narrativa
Oltre Pentàgora
Piccola Libreria di Campagna
Ruralismo
Simbolica
Sentieri