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FRESCHI DI STAMPA!

DIARIO DAL LAGER

di Natale Giampaolo – guida alla lettura di Luca Borzani

16 giugno 1944, prime ore del pomeriggio: le fabbriche del ponente genovese vengono circondate dalle milizie della RSI e dalle truppe tedesche. Centinaia di lavoratori (1480 per la prefettura) vengono radunati, selezionati, caricati sui treni e deportati in Germania, prima tappa Mauthausen, da dove saranno smistati in altre località tra stabilimenti e campi di lavoro. Inizia così una delle pagine più drammatiche della storia operaia sotto l’Italia occupata, raccontata da Natale Giampaolo nel diario tenuto durante gli ultimi mesi di prigionia prima della Liberazione. Il rastrellamento, l’arrivo a Mauthausen, le condizioni di vita dei lavoratori italiani deportati, il bombardamento di Dresda.

L’INNOCENZA DEL LUPO

di Nicola Duberti

È una torrida estate in Alta Valle Stermasca, nell’entroterra savonese. Un ragazzo genovese in vacanza è scomparso misteriosamente da alcuni giorni, ma gli abitanti di Stermato continuano a condurre la loro vita come sempre. Finché un mattino il ragazzo scomparso viene ritrovato morto. Barbaramente assassinato, come dicono i giornali. E inizia la caccia al colpevole, sotto gli occhi dell’intera nazione. Una vera e propria danza di sospetti e segreti, un intreccio di relazioni nascoste, di verità sbagliate, di apparenze che ingannano, tra carabinieri affettuosi e spazzini africani, adolescenti insopportabili e zii piagnucolanti, vecchie vegetariane tabagiste e canidi di varia specie, in una cornice ineguagliabile qual è quella di Stermato, straordinario paese di montagna sospeso fra Liguria e Piemonte, fra Medioevo e modernità, fra sovranismo valligiano e conquista del mondo. Una girandola di colpi di scena improvvisi, di insospettati ribaltamenti e di ricette tradizionali, con una sola fondamentale certezza: che il lupo è innocente, ma non per colpa sua.

ISOLATO MA ACCOGLIENTE

di Renzo Garrone

L’Iran diviso tra l’immagine oscurantista che di sé proietta il regime degli ayatollah, al potere dal 1979, e la sorprendente modernità di intere fasce sociali, che col clero hanno poco o niente da spartire. Accompagnata dalla candida propensione amicale – specie nei confronti dell’ospite, soprattutto se straniero – della popolazione. L’Iran della gente, che non ci sta a farsi mettere nell’angolo, che non vuole passare per fiancheggiatrice del terrorismo, che non si sente rappresentata – guarda un po’ – dai suoi governanti. Gli iraniani: la popolazione emotivamente più simile a noi che sia dato di incontrare in tutto il Medio Oriente. 80 milioni di persone in un paese soffocato dalle sanzioni economiche, molto diverso da come ce lo aspettiamo.

LA PECORA NERA

di Giada Campus

Una storia di donne, che parla di discriminazioni, modelli famigliari arcaici, ma anche di riscatto, scritta con un sapiente dosaggio di indignazione e leggerezza

Mentre tornano in Sardegna, Jole e Antonia si raccontano le loro vite irrisolte attraverso storie intrise di violenze famigliari, pregiudizi, discriminazioni e solitudine. Sullo sfondo c’è Genova, una città ferita dagli eventi, e il suo passato operaio che si fa persona in Chicco Melis, vecchio sindacalista, padre di Jole, e una Sardegna primigenia, narrata da una notte allucinata e matrigna, a tratti schizofrenica, proprio come Tzia Mundica, la madre di Antonia.

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