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ISBN: 9788899866228
Categoria:

Oltre il muro di pietra

di: Tagliagambe, Silvano

La concezione antinomica della verità in Florenskij alla prova delle neuroscienze

Spesso la razionalità ama presentarsi con un volto arcigno:
traccia confini netti fra le discipline, fra i diversi campi della cultura e distingue con rigore le modalità di espressione degli uomini. Ma così facendo sacrifica l’intuizione e considera le ambiguità come fossero incrinature da escludere, eppure l’intuizione e le ambiguità sono proprio i luoghi dove arte e scienza possono incontrarsi e dialogare.

Questa rinuncia viene considerata il prezzo da pagare perché ci possa essere una conoscenza affidabile.

Florenskij rovescia questa prospettiva e propone un’idea della conoscenza come di un processo dinamico basato su un equilibrio instabile in cui elementi opposti, ma saldamente congiunti fra loro, generano una tensione che produce un movimento continuo e inesauribile. In questo modo il contrasto, le antinomie, le contraddizioni smettono di essere fastidiosi ostacoli e diventano uno strumento fondamentale del pensiero creativo di cui anche la scienza è espressione.

Si ha così una rivalutazione non solo dell’intuizione, che diventa cruciale per il sapere, ma persino dell’illusione, che assume un ruolo propulsivo, smentendo il luogo comune che l’assimila a una falsa rappresentazione o a un inganno.

Pag. 130,  12,00

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Informazioni su questo libro

La concezione antinomica della verità in Florenskij alla prova delle neuroscienze

Spesso la razionalità ama presentarsi con un volto arcigno: traccia confini netti fra le discipline, fra i diversi campi della cultura e distingue con rigore le modalità di espressione degli uomini. Ma così facendo sacrifica l’intuizione e considera le ambiguità come fossero incrinature da escludere, eppure l’intuizione e le ambiguità sono proprio i luoghi dove arte e scienza possono incontrarsi e dialogare. Questa rinuncia viene considerata il prezzo da pagare perché ci possa essere una conoscenza affidabile. Florenskij rovescia questa prospettiva e propone un’idea della conoscenza come di un processo dinamico basato su un equilibrio instabile in cui elementi opposti, ma saldamente congiunti fra loro, generano una tensione che produce un movimento continuo e inesauribile. In questo modo il contrasto, le antinomie, le contraddizioni smettono di essere fastidiosi ostacoli e diventano uno strumento fondamentale del pensiero creativo di cui anche la scienza è espressione. Si ha così una rivalutazione non solo dell’intuizione, che diventa cruciale per il sapere, ma persino dell’illusione, che assume un ruolo propulsivo, smentendo il luogo comune che l’assimila a una falsa rappresentazione o a un inganno.

ISBN: 9788899866228
Editore: InSedicesimo
Data di pubblicazione: 2017
Numero pagine: 130

Legnano, 1945
Attualmente professore emerito di Filosofia della scienza, è stato titolare della omonima cattedra presso le Università di Cagliari, Pisa, Roma “La Sapienza” e Sassari. È membro del Collegio dei docenti del Máster en Comunicación Social dell’Universidad Complutense de Madrid e del Consiglio Consultivo Centro de Investigacion en Ciencia Politica, Seguridad y Relaciones Internacionales dell’ Universidad Lusófona de Humanidades e Tecnologias, Lisboa e dell’Universidad Lusófona de Porto. È direttore delle collane “Filosofia della scienza” (Aracne ed.) e “Didattica del progetto” (ed. Franco Angeli). Tra le sue 300 pubblicazioni da segnalare quelle dedicate a Dostoevskij: Il sogno di Dostoevskij. Come la mente emerge dal cervello, Milano, 2002 e a Florenskij: Come leggere Florenskij (Milano 2006) e Il cielo incarnato. L’epistemologia del simbolo di Pavel Florenskij (Roma 2013).